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Le basi di uno scatto consapevole

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    Sono Alessandro Pinna, 43 anni: sposato con Stefania e con un figlio, Samuele.
    Da molti anni mi interesso di fotografia, per piacere e divertimento.
    Nel tempo sono rimasto affascinato dalla visione di bellissime foto di vari autori e, curioso della loro realizzazione, ho approfondito vari aspetti del mondo fotografico: dal linguaggio alla composizione, dalla tecnica alla strumentazione.
    Su questo sito cercherò di fissare alcuni concetti base, nella maniera più semplice e chiara possibile: l'obiettivo è fornire i primi rudimenti ad un "giovane" fotografo che vuole iniziare a scattare con maggiore consapevolezza.

    Buona lettura.

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    Finalità

    "Devi essere un perfetto tecnico per esprimere te stesso come vuoi.
    Allora puoi scordarti della tecnica
    ". Questa citazione riassume la finalità di questo sito: spiegare con estrema semplicità la parte tecnica e compositiva che è alla base di un’immagine fotografica, riuscire a farla propria ed utilizzare con consapevolezza la fotografia come un personale strumento espressivo.
    Questi concetti potranno essere utilizzati da chi si avvicina per la prima volta con passione al mondo della fotografia, da chi vuole essere consapevole delle proprie scelte e non limitarsi a premere il pulsante di scatto.
    Il tutto vuole essere un punto di partenza per un proprio percorso di approfondimento e conoscenza.

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      Riflessioni fotografiche

      Riflessioni e pensieri sul mondo della fotografia: appunti ed idee sparse.

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      Una serie di articoli affrontano il tema della stampa, da ottenere anche e soprattutto "a casa" e con il migliore risultato.

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I formati RAW e JPG

RAW JPGNell’articolo Sensori CCD e CMOS abbiamo cercato di capire come nella fotografia digitale le immagini registrate sono informazioni elettroniche, che diventano files immagazzinati nella scheda di memoria. E questi files posso essere di formato differente : JPEG (lo standard mondiale e sul web per le immagini fotografiche) oppure RAW (una sorta di “negativo” non elaborato dell’immagine). Ci sono non poche differenze tra i due formati: vediamo quali sono.

Nel RAW la fotocamera genera un file di dati che contiene tutti i segnali elettronici misurati dal sensore (si parla di file grezzi, in inglese raw); nel JPEG genera un’immagine digitale vera e propria, pronta all’uso. Per questo i RAW posso essere “letti” solo attraverso specifici programmi. In realtà anche nel caso di salvataggio nel formato JPEG il sensore registra un RAW, ma il processore della fotocamera provvede a convertirlo subito (ed in maniera irreversibile) in un JPEG.
I files RAW contengono una grande quantità di informazioni catturate, determinano una migliore fedeltà dell’immagine che permetterà un miglior controllo durante l’elaborazione: di contro è elevata la dimensione del file risultante.

Mentre un file RAW contiene quindi  i dati di una immagine non compressi e non processati come registrati dal sensore digitale, le immagini catturate nel formato JPEG sono compressi nella fotocamera prima di essere memorizzati, per ridurne le dimensioni. Il processo di compressione è estremamente distruttivo, con l’inevitabile perdita di dati ed informazioni e ogni modifica e salvataggio produce una degradazione progressiva dell’immagine, proporzionale al numero di modifiche effettuate. 

Spesso insieme alla compressione la fotocamera applica alcune regolazione in automatico, come contrasto e saturazione: per questo motivo i JPEG tendono ad apparire migliori rispetto ad un RAW ad una prima visualizzazione, ma portano con sé una perdita di controllo sull’elaborazione dell’immagine, tenendo conto che tali applicazioni sono indelebili.
I JPEG sono comunque sicuramente utili per le ridotte dimensioni dei file (e quindi maggior numero di scatti memorizzabili in una scheda di memoria) e velocità di salvataggio (essendoci meno dati da memorizzare) delle immagini e quindi conseguente velocità di scatto.
Insomma, quando è utile avere una rapidità di elaborazione o quando le immagini sono destinate esclusivamente per il web, quando la risoluzione ed il controllo dell’immagine non è importante…altrimenti meglio usare il formato RAW.

 

UNA NOTA
Il JPEG è un formato standard, ossia si può visualizzare visualizzabile mediante qualsiasi sistema operativo e programma grafico. Al contrario il RAW non è uno standard, ma ogni azienda del settore fotografico ha sviluppato un suo formato RAW proprietario. Di conseguenza, per aprire questi files sono necessari software specifici, generalmente forniti dalle ditte produttrici: tanto è che i RAW presentano estensioni diverse a seconda del produttore. Ad esempio:

- Nikon = .nef
- Canon = .cr2
- Pentax = .pef
 - Olympus = .orf
 - Sony  = .arw

Comunque i programmi di foto elaborazione più diffusi (Camera Raw all'interno di Photoshop, Lightroom, Capture One) permettono di aprire tutti i tipi di RAW, con la semplicità di aprire un JPEG.

UN'ALTRA NOTA
I file digitali si distinguono per la profondità in bit:
- Low Bit (8 bit) = gran parte del modo digitale opera con immagini ad 8 bit. Questo include le stampanti, la maggior parte dei monitor e tutti i files JPEG.
- High Bit (16, 24 o 48 bit) = Solo per i files RAW e le scansioni in alta definizione
Un file a 8 bit contiene 28 = 256 livelli di informazione, mentre un file a 16 bit ne contiene 216 = 65536. E questa più grande quantità di informazione fa la differenza, soprattutto considerando di modifica dei pixel dei dati dell’immagine durante il processo di elaborazione.

UN ULTIMA NOTA
Le fotocamere permettono la visone immediata degli scatti sul display LCD, anche se impostiamo il salvataggio in RAW. In questo caso queste visualizzazioni sono in realtà delle temporanee conversioni in formato JPEG dei dati RAW catturati dal sensore.