Attrezzatura fotografica

Canon EF_70-200_2.8L_IS_II_USM
L’obiettivo è l’elemento che permette il passaggio della luce all'interno del corpo della fotocamera.
Per conoscere ed imparare ad utilizzare i vari tipi di obiettivi fotografici è necessario capire innanzitutto la differenza tra la nostra visione e quella della macchina fotografica. L’immagine percepita dall’occhio è dinamica: il cervello analizza ciò che l’occhio vede in tutte le sue parti, valuta lo spazio in cui l’oggetto stesso si trova, mette a fuoco i vari centri di interesse. L’immagine creata da un obiettivo è invece statica, vincolata dal suo angolo di ripresa, dalla prospettiva, dalla grandezza fra i vari soggetti.
Per avvicinarsi alla visione dell’occhio è necessario scegliere gli obiettivi in relazione alla situazione da riprendere.
L'obiettivo più semplice può essere considerato anche un semplice foro (il cosiddetto foro stenopeico, come agli albori della fotografia): in realtà un obiettivo è un complesso elemento di precisione, formato da una serie di lenti o specchi, come possiamo vedere nell'immagine qui in basso.
 

obiettivo sezione

Vediamo quali sono le caratteristiche principali che definiscono gli obiettivi.

Lunghezza focale (o più brevemente focale): è la distanza tra il centro della lente e il piano dove si forma l'immagine (il piano focale). In realtà essendo gli obiettivi composti da più gruppi di lenti, tale distanza non si misura da una lente in particolare all'interno degli stessi ma dal centro ottico dell'obiettivo. La focale degli obiettivi determina l’angolo di campo della ripresa e le dimensioni dell'immagine sulla piano focale (il rapporto di riproduzione o di ingrandimento).
 
lunghezza focale-schema
 
A parità di distanza soggetto/obiettivo, un obiettivo di focale lunga produce un'immagine più grande rispetto a un obiettivo di focale corta. Inversamente, per mantenere fissa la grandezza dell'immagine sulla pellicola al variare della lunghezza focale dell'obiettivo impiegato, dovremo variare la distanza da cui si riprende il soggetto, allontanandoci da esso con l'aumentare della lunghezza focale impiegata: le figure in basso provano a spiegare questo concetto.

lunghezza focale_corta-schema
 
lunghezza focale_lunga-schema
 
lunghezza focale-ingrandimento
 
Angolo di campo: l'angolo misurato in gradi, inquadrato da una fotocamera. L'angolo di campo di un obiettivo dipende non solo dalla lunghezza focale, ma anche dal formato del fotogramma sul quale deve proiettare l'immagine. Esistono moltissimi formati e a seconda del formato cambia l'angolo di campo; essendo di solito il formato rettangolare ci sarebbero in effetti due angoli di campo, uno verticale e uno orizzontale; per evitare equivoci si considera di norma l'angolo relativo alla diagonale.
 
angolo-campo-obiettivi
 
A seconda della focale (misurata in millimetri) gli obiettivi si distinguono in:
Standard (o normale): focale 50mm, con un angolo di campo che è lo stesso dell'occhio umano (tra i 45 e i 55 gradi)
Grandangolari: gli obiettivi con angolo di campo maggiore, ovvero lunghezza focale minore del normale, sono detti grandangoli. L'angolo di campo passa da 60° a 80° per un grandangolare, per portarsi anche a 180° negli ultragrandangolari. I grandangoli:
- modificano la prospettiva e quindi la percezione della profondità (l’effetto prospettico dipende molto dalla scelta del punto di vista)
- producono diagonali (reali od implicite) e quindi creano tensione dinamica
- immergono l’osservatore nella scena: gli oggetti in primo piano appaiono molto vicini, mentre la deformazione ai margini gli da la sensazione che l’immagine gli si avvolga intorno.
Teleobiettivi: gli obiettivi con angolo di campo minore, ovvero lunghezza focale maggiore del normale sono detti teleobiettivi. L'angolo di campo varia tra i 20° fino a 5° o inferiori in casi estremi. I teleobiettivi:
- comprimono i piani, riducendo l’impressione di profondità
- non trasformano come i grandangoli le linee parallele in diagonali e quindi creano una immagine più statica
- creano una visione selettiva e questo può servire a scegliere una precisa struttura grafica, consentendo di eliminare gli elementi di distrazione o di squilibrio
- semplificano la struttura lineare dell’immagine, prediligendo linee orizzontali e verticali
- propongono una visone più fredda ed oggettiva della scena, stabilendo una certa distanza tra l’osservatore ed il soggetto 
 
20mm
     50mm
 70mm    300mm
 
Gli obiettivi possono essere a lunghezza focale fissa o variabile, i cosiddetti zoom, nei quali si può variare la lunghezza focale tra due estremi fissati, mediante lo spostamento di un gruppo di lenti rispetto alle altre.
 
Apertura (o luminosità): è la dimensione dell’apertura del diaframma all’interno dell’obiettivo nel momento in cui si scatta una foto: maggiore è l’apertura, maggiore è la quantità di luce che entra. L'apertura massima di un obiettivo è uguale alla lunghezza focale diviso il diametro della pupilla d'ingresso (la lente più esterna) dell'obiettivo: minore è l'apertura massima, più luminoso sarà l'obiettivo, riuscendo quindi a far passare più luce ed impressionare la pellicola in minor tempo.
Il valore della massima apertura è indicato sull'obiettivo. Sugli obiettivi zoom possono comparire due valori: il primo indica la massima apertura  alla focale minore, il secondo per quella maggiore. Consideriamo ad esempio uno zoom 70-300mm con apertura f/4-5.6: il valore f/4 è per la focale 70mm, apertura che si riduce a f/5.6 alla focale 300mm. Ci sono anche obiettivi zoom che hanno un unico valore di apertura massima, ma sono molto costosi.
 Da quanto abbiamo letto appare chiaro come la scelta dell’obiettivo sia fondamentale: variando la lunghezza focale non solo è possibile modificare il campo visivo, ma anche determinare la struttura geometrica dell’immagine e alterarne l’aspetto. Anche se in realtà varia l’angolo di campo, la variazione di focale ha effetti sulla struttura dell’immagine, sulla percezione della profondità, sui rapporti proporzionali tra gli elementi, sulle stile (espressivo o realistico) della foto.

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