Esposizione fotografica

Nell'articolo Esposizione: il triangolo fotografico abbiamo letto che per una corretta esposizione dobbiamo mettere d’accordo il tempo di otturazione e l'apertura del diaframma. Quando inquadriamo una scena, la luce riflessa dal soggetto attraversa il diaframma nell'obiettivo e colpisce il sensore per un periodo di tempo dato dal tempo di esposizione, in funzione degli ISO impostati in base alla luce presente. Se si imposta uno di questi valori, gli altri sono ad esso strettamente legati: per calcolarli ci viene in aiuto l’esposimetro, uno strumento in grado di misurare la luce, che fornisce un valore di esposizione dato dalla coppia tempo / diaframma migliore (fissato un valore dell’ISO). Se impostiamo ad esempio il diaframma ad un valore pari a f/4 e un valore di ISO pari a 400, l’esposimetro con queste informazioni sarà in grado di stabilire per quanto tempo dovrà rimanere aperto l’otturatore, realizzando una esposizione corretta: se la luce “fluisce” per un tempo maggiore di quello indicato si avrà una sovraesposizione, al contrario se la luce “fluisce” per un tempo minore di quello indicato si avrà una sottoesposizione.

inverno-sole
Si potrebbe pensare che per una data scena inquadrata ci sia sempre un unico e migliore valore del diaframma, in coppia con un unico e migliore valore del tempo di esposizione, ma non è così: facciamo un esempio. Per una data scena, attraverso la lettura esposimetrica abbiamo definito corretta una coppia diaframma – tempo (a ISO 100) f/8 – 1/125. Se apriamo il diaframma di uno stop (f/5.6), ossia facciamo entrare una quantità doppia di luce, il tempo necessario per effettuare una esposizione analoga alla prima sarà la metà (1/250); al contrario, se chiudiamo il diaframma di uno stop (f/11), ossia facciamo entrare la metà di luce, il tempo necessario per effettuare una esposizione analoga alla prima sarà il doppio (1/60). Riassumendo: se un elemento del triangolo di esposizione cambia, tutti gli altri elementi variano di conseguenza.
Nella tabella in basso vediamo come si rapportano i vari valori della coppia tempo – diaframma (analogo colore = analoga esposizione). 
 
esposizione_tabella_EV
Per ogni esposizione ci sono almeno sei diverse combinazioni possibili che garantiscono lo stesso valore di esposizione. Perchè preoccuparsi di tutte queste combinazioni equivalenti? La risposta è che l'apertura del diaframma ed il tempo di otturazione controllano altri aspetti dell'immagine che vorremo modificare per ottenere un risultato voluto. Ogni combinazione
produce effetti molto diversi: da un soggetto nitido e uno sfondo morbido (profondità di campo ristretta) a una messa a fuoco di qualsiasi cosa vicina o lontana (profondità di campo estesa). Il tempo di otturazione controlla il congelamento dell'azione o la sfocatura dovueta al movimento, mentre l'ISO controlla la sensiblità del sensore della fotocamera alla luce, con un valore elevato in caso di bassa luminosità ed un valore basso in caso di luce intensa.
 
Esistono quindi varie coppie diaframma – tempo corrette, ossia corrette esposizioni: il bello della fotografia è proprio nella possibilità di scelta, tra diverse soluzioni giuste e corrette, della migliore possibile per me e per quello che volevo rappresentare, dato che ogni scelta produce come vedremo risultati diversi. Quando osserviamo una scena, ci potranno essere diverse coppie tempo – diaframma che porteranno ad una giusta esposizione, ma solo in termini quantitativi (di luce che arriva sul sensore), dato che ogni valore di tempo e diaframma produce effetti e risultati diversi sull’immagine finale: una sola coppia saprà restituire al meglio la scena che vogliamo rappresentare.

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